Il mondo dell’olio di oliva, le soluzioni di packaging per salvaguardare la bontà e proteggere il produttore e il consumatore

L’olio tra storia e leggenda

 

Fin dagli albori della civiltà l’ulivo è stato un simbolo positivo di sacralità e pace.

 

Un esempio per tutti: la colomba biblica torno da Noè con un ramo d’ulivo per annunciare il ritiro delle acque dalla terra.

Da secoli, nella tradizione cristiana, viene usato olio d’oliva per la celebrazione di alcuni Sacramenti quali la Cresima, l’ ordinamento sacerdotale e l’Estrema Unzione.

La Domenica delle Palme, a tutti i fedeli viene offerto un rametto di ulivo benedetto, in ricordo della resurrezione e come simbolo pace.

 

L’ulivo per i greci ha sempre rappresentato un forte elemento simbolico, nonché una delle risorse principali dell’economia agricola. Nell’antica Grecia agli Ateniesi vincitori venivano offerti una corona di ulivo ed un’ampolla d’olio.

 

L’ulivo compare in molti miti e leggende greche, tra cui quello legato alla nascita di Atene, centro intellettuale e politico della civiltà greca. Si narra che gli abitanti di questa città che ancora non aveva nome, decisero di affidare agli dei tale scelta, attraverso una sfida tra Poseidone ed Atena.

Entrambi i contendenti avrebbero dovuto fare un agli abitanti, i quali avrebbero scelto quale dei due fosse il più gradito.

Poseidone piantando il suo tridente nel suolo fece sgorgare l’acqua, un bene preziosissimo per gli ateniesi, che però assaggiandola la trovarono sgradevole e rimasero delusi dal suo sapore salmastro.

Atena invece fece nascere un ulivo sulla roccia dove oggi sorge il Partenone. L’ulivo fu subito riconosciuto come una risorsa importantissima perché in grado di fornire l’olio, il legname e il cibo.

Gli ateniesi a quel punto non ebbero più dubbi e scelsero la potente dea come patrona della città, assegnandole anche lo stesso nome.

 

I Romani, che coltivarono l’olivo a partire dal 580 A.C., ne fecero un uso quasi smodato.

Come tutte le prelibatezze era costoso: Plinio, che ne individuò almeno 10 varietà e ne elencò tutti i pregi, ricorda che il cavolo non era un piatto economico perché doveva essere condito con olio. Virgilio, dal canto suo, suggerendo una ricetta di agliata, consigliava l’uso di tanto aglio, tanto aceto, ma solo “poche gocce di olio”.

L’olio assunse un ruolo fondamentale per la tavola e la cultura dell’epoca imperiale, tanto che Giulio Cesare costrinse le province vicine dell’impero a consegnare alla città molti litri di olio come tributo annuale. Il frutto dell’ulivo godeva di una tale considerazione che, in una civiltà basata su una rigida struttura militare e sul reclutamento obbligatorio, i cittadini che piantavano almeno un iugero (circa 2.500 metri quadri) di ulivi venivano dispensati dalla leva.

Sempre in quest’epoca le olive venivano servite anche nei pranzi più importanti, sia all’inizio che alla fine del pasto. Conservate in salamoia erano snocciolate, tritate e mescolate con il miele.

 

Il valore dell’ulivo per gli antichi Romani è anche dimostrato dal fatto che essi intrecciavano ramoscelli di ulivo per farne corone con le quali premiare i cittadini più valorosi.

 

 

La prima olivicoltura si sviluppò già 7.000 anni fa nelle regioni del Medio Oriente. Da qui la produzione d’olio si diffuse in tutto il Mediterraneo, dapprima in Egitto e successivamente in Grecia e in Italia. A Creta la coltivazione è documentata in età minoica, dal 3.000 al 1.500 a.C

 

 

L’ulivo più famoso dell’antichità

Quello attorno a cui Ulisse costruisce la sua camera nuziale, ricavando il letto dal tronco

 

  • Letto così ingegnoso, ond’io già fui,
    Né compagni ebbi all’opra, il dotto fabbro.
    Bella d’olivo rigogliosa pianta
    Sorgea nel mio cortile, i rami larga,
    E grossa molto, di colonna in guisa.
  • Io di commesse pietre ad essa intorno
    Mi architettai la maritale stanza,
    E d’un bel tetto la coversi, e salde
    Porte v’imposi e fermamente attate.
    Poi, vedovata del suo crin l’oliva,
  • Alquanto su dalla radice il tronco
    Ne tagliai netto, e con le pialle sopra
     
    Vi andai leggiadramente, v’adoprai
    La infallibile squadra e il succhio acuto.
     
     
  • Così il sostegno mi fec’io del letto;
    E il letto a molta cura io ripolìi,
    L’intarsïai d’oro, d’avorio e argento
    Con arte varia, e di taurine pelli,
    Tinte in lucida porpora, il ricinsi.
     
    Odissea

Tratto da
http://www.olivitalia.it/lulivo-nella-letteratura/

Dove si produce l’olio oggi?

 
La coltivazione di olivo e la produzione di olio di oliva rimangono anche oggi  diffuse in massima parte nell’area del Mediterraneo.

 

L’Unione europea nel suo complesso sviluppa l’80% della produzione mondiale di olio di oliva. I maggiori produttori europei sono Spagna, Italia, Grecia, Portogallo e Francia.

 

In questi paesi l’olivicoltura occupa circa 2,5 milioni di produttori, un terzo degli agricoltori dell’Unione Europea.

 

Al di fuori dell’Unione europea i maggiori produttori si affacciano anch’essi sul Mediterraneo, e sono Tunisia, Turchia, Siria e Marocco. Quote minoritarie vengono prodotte in USA, Australia e Giappone.

 

mondo

Spagna e Italia: principali produttori al mondo

 

La Spagna è il maggior produttore al mondo di olio d’oliva con una produzione annua di circa 1,5 milioni di tonnellate corrispondenti a oltre il 45% della produzione mondiale, e 32 DOC di cui 24 riconosciute dall’Unione Europea.

 

L’Italia è il secondo produttore in Europa e nel mondo di olio di oliva con una produzione nazionale media di circa 500.000 tonnellate, due terzi dei quali extravergine e con ben 41 denominazioni DOP e un’IGP riconosciute dall’Unione europea.

Le piante in produzione sono circa 170 milioni e le aziende agricole che si occupano di olivicoltura sono più di un milione.

 

 

Chi consuma l’olio d’oliva

 

I maggiori paesi consumatori di olio di oliva sono l’Italia (30% del totale mondiale), la Spagna (20%), la Grecia (9%), gli Stati Uniti (8%), la Francia (4%) e la Siria (3%), seguiti da Portogallo, Algeria, Marocco, Tunisia e Turchia (tutti col 2%). L’Unione europea consuma il 71% della produzione mondiale, mentre il bacino del Mediterraneo ne consuma il 77%.

A livello mondiale, il mercato di tutti gli oli di oliva rappresenta solo il 4% di tutti gli oli e grassi per uso alimentare.

La domanda dell’olio di oliva a livello mondiale, grazie alle qualità nutrizionali degli oli di oliva e all’abbinamento alla dieta mediterranea, molto apprezzata per la sua semplicità e per gli aspetti salutistici, è in continua crescita con incrementi dal 3 al 5% all’anno.

 

http://www.fondazionedietamediterranea.it

Quale olio di oliva

 

Sulla base della qualità delle olive, della loro freschezza ed integrità, del grado di acidità e della lavorazione, gli oli di oliva vengono suddivisi in diverse classificazioni.

La normativa della Comunità Europea CE. 1513/2001 definisce e classifica gli oli d’oliva:

“oli ottenuti dall’oliva meccanicamente o con altri processi fisici, in condizioni termiche tali da non alterarli e che non hanno subito nessun trattamento tranne il:

il lavaggio
la decantazione
la centrifugazione
la filtrazione

 

Il processo di produzione dell’ olio consta di 5 fasi

1. La raccolta delle olive e il trasporto al frantoio
2. Il lavaggio delle olive e la frangitura
3. La gramolazione della pasta di olive
4. L’estrazione dell’olio
5. Lo stoccaggio dell’olio

 

La classificazione degli oli di oliva

Gli oli vergini vengono classificati in funzione dell’acidità libera.

 

In base all’acidità espressa in acido oleico si suddividono in:

 

OLIO DI OLIVA EXTRAVERGINE:
Gusto assolutamente perfetto e acidità libera, espressa in acido oleico, non superiore allo 0,8%.

 

OLIO DI OLIVA VERGINE:
Gusto perfetto e acidità libera non superiore al 2 %.

 

OLIO DI OLIVA:
Olio di oliva raffinato tagliato con oli di oliva vergini, diversi dall’olio lampante, con acidità non superiore all’1%.

 

OLIO DI SANSA DI OLIVA:
Olio ottenuto dal taglio di olio di sansa di oliva raffinato e di olio di oliva vergine diverso dal lampante; acidità non superiore all’1%.

 

L’olio e la salute: la top 10 delle qualità dell’olio

 

L’olio extravergine d’oliva è un alimento gustoso, sano e naturale: consumarlo con regolarità (dai 30 ai 60 gr al giorno) aiuta a vivere bene, e prevenire e curare diverse patologie.

Questo grazie alle sue numerose virtù salutari che hanno portato medici e nutrizionisti a riconoscerne il valore di “alimento medicamentoso” e di condimento fondamentale della “dieta mediterranea”, sinonimo ormai da anni di gusto e benessere a tavola.

Dal bambino all’anziano, ad ogni età le proprietà nutrizionali dell’olio extravergine d’oliva sono un potente alleato per mantenersi in forma e buona salute.>

L’olio d’oliva, infatti, contiene sostanze antiossidanti quali tocoferoli, composti fenolici, carotenoidi e squalene, oltre ad avere un buon equilibrio fra vitamina E e acido linoleico; è anche povero di grassi saturi e ricco, invece, di grassi monoinsaturi, e presenta un corretto rapporto fra gli Omega6 e gli Omega3 contenuti nei suoi grassi polinsaturi.

Un perfetto equilibrio di componenti e nutrienti utile per mantenere in salute e curare il nostro corpo.
 
Almeno 10 buoni motivi per preferire l’olio extravergine di oliva

 

Protegge dai rischi dell’arteriosclerosi
Protegge dalle malattie delle vie biliari, poiché aumenta la secrezione di bile,
Favorisce l’assorbimento delle vitamine liposolubili (A,D,E,K)
Elimina le tossine e protegge la funzionalità del fegato
Stimola il metabolismo
Favorisce la digestione
Abbassa il tasso di colesterolo
Previene la disidratazione della pelle
Ha effetti antiossidanti, grazie alla presenza di antiradicali liberi e quindi ritarda l’invecchiamento
Previene o limita l’infarto del miocardio, alcune forma di tumore, l’osteoporosi;