Il mondo dell’olio di oliva, le soluzioni di packaging per salvaguardare la bontà e proteggere il produttore e il consumatore

Proteggere l’eccellenza della tradizione

16 aprile 2015

La produzione dell’olio d’oliva è un patrimonio di qualità fortemente legato alle tradizioni dei diversi territori. La garanzia dell’origine e del rispetto delle migliori tecniche di produzione rappresenta il vero valore aggiunto dell’olio d’oliva e del lavoro di chi lo crea.

 

La contraffazione dell’olio d’oliva, nelle sue diverse forme, annulla di fatto il valore di un prodotto d’eccellenza provocando gravi danni economici e di immagine a un settore che in alcuni paesi – come l’Italia e la Spagna – rappresenta la più importante attività agroalimentare.

 

Combattere la contraffazione vuol dire:

 

  • riconoscere l’importanza di un alimento unico e prezioso
  • difendere i diritti e la reputazione dei produttori che con passione, impegno e competenza lavorano per offrire il meglio e valorizzare i loro territori
  • garantire ai consumatori la certezza della qualità del prodotto e un esperienza di gusto esclusiva
  • salvaguardare e consentire lo sviluppo di un importante comparto produttivo che contribuisce in modo determinante al benessere economico di molti paesi.

 

 

Il problema della contraffazione riguarda due ambiti fondamentali:

 

  • La contraffazione nella fase di produzione

 

  • Dichiarazione falsa o ingannevole della provenienza geografica con l’utilizzo di oli provenienti da territori o paesi diversi da quelli indicati in etichetta. Di particolare rilevanza il fenomeno delle informazioni ingannevoli che inducono il consumatore a credere ciò che non è (ad esempio una grande scritta “olio d’oliva italiano” in etichetta e solo in piccolo “prodotto in Italia con oli provenienti dalla Comunità Europea”)

 

  • Utilizzo di tipologie di olio e di lavorazioni diverse da quelle indicate in etichetta a diversi livelli di gravità, fino all’utilizzo di sostanze dannose per la salute

 

 

  • Il rabbocco delle bottiglie una volta finite

Praticato in particolare nei locali di consumo – ristoranti, bar, mense – in cui l’olio viene servito in contenitori anonimi (oliere) o in bottiglie di olio di qualità “rabboccate” con prodotti scadenti a basso costo.

 

Le tecnologie “antiriempimento” sviluppate per le chiusure delle bottiglie d’olio rappresentano una (LA) soluzione (PIU’) efficace per contrastare il fenomeno del rabbocco.

 

I tappi “antiriempimento” e “antirabbocco” sviluppati per le chiusure delle bottiglie d’olio rappresentano la soluzione più efficace per contrastare il fenomeno del rabbocco.

 

 

 

L’olio di oliva al ristorante. Le nuove norme a tutela dei clienti

 

Alcuni paesi produttori hanno adottato o stanno considerando normative per garantire oli d’oliva di qualità sulle tavole dei locali di consumo introducendo l’obbligo di utilizzare bottiglie etichettate con chiusure antiriempimento.

La Comunità Europea ha respinto il piano per allargare le disposizioni a tutti i paesi della UE. La Comunità.

 

Nell’ambito più generale delle norme a garanzia della qualità dell’olio d’oliva, le nuove tendenze normative prevedono obblighi specifici per quanto riguarda le modalità di servizio dell’olio d’oliva sulle tavole dei ristoranti, bar, mense e catering.

 

L’obiettivo è quello di assicurare ai clienti:

 

  • la riconoscibilità del prodotto (obbligo di oli serviti in confezioni originali etichettate, divieto dell’uso di oliere)
  • la certezza della corrispondenza tra etichetta e contenuto (obbligo di chiusure antiriempimento /antirabbocco)

 

La situazione normativa

 

Attualmente la situazione normativa è in fase di evoluzione: alcuni paesi produttori, più sensibili alla salvaguardia della qualità dell’olio d’oliva, hanno adottato norme interne specifiche e proposto l’allargamento delle disposizioni a tutta la Comunità Europea.

 

  • a livello di Comunità Europea:

il 12 luglio 2012 il Commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, aveva presentato al Comitato Consultivo CE “Olio d’oliva” un piano legislativo che prevedeva, tra l’altro, l’obbligo di confezioni antirabbocco in tutti i paesi della UE. Le disposizioni avrebbero dovuto entrare in vigore il 1° gennaio 2014

 

  • in Portogallo la legge “anti-rabbocco” esiste dal 2005, viene messa in atto senza problemi e con ottimi risultati

 

  • in Spagna dal 1° gennaio 2014 è in vigore una norma che introduce l’obbligo dei contenitori etichettati con chiusura antirabbocco. La Spagna è il primo paese produttore di olio di oliva, e il secondo in termini di consumo, quindi particolarmente propensa a proteggere il suo patrimonio economico e culturale.

 

  • in Italia dal 2006 (L 81 dell’11.03.2006) è vietato presentare sulle tavole dei ristoranti olio extravergine d’oliva in contenitori non etichettati, con sanzioni amministrative per gli inadempienti da 1.000 a 3.000€.

Il 30 ottobre 2014 è stato anche approvato ed sono divenute operative un ulteriore complesso di norme (L9/13, o legge Mongiello, o legge “salva-olio”) che introduce l’obbligo per i ristoratori, di presentare olio extravergini di oliva in confezioni anti-rabbocco.